Into the Wild

L’isola Selvaggia

Black is the new Black

Venti che soffiano forti, sentieri impervi, roccia lavica a strapiombo sul mare.

Pantelleria, isola selvaggia, gioiello incastonato nel cuore del Mediterraneo. Definita dagli arabi “figlia del vento”, è la più grande fra le isole siciliane ed è ricca di forti contrasti. Nera come la lava e bianca come la luce abbagliante dell’alba che si riflette sui tetti sinuosi dei dammusi. Un’isola dirompente, dai mille colori, un paesaggio di rara bellezza incorniciato da ginestre, bouganville e piante di capperi, mentre dal terreno scuro emergono brillanti tappeti di basse viti e ulivi, su terrazze di piccole dimensioni delimitate da muretti a secco, costruiti dall’uomo.

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LA PERLA NERA

Pantelleria, isola di agricoltori eroi, da più di un millennio.

Sul suo suolo di origine vulcanica, poche coltivazioni riescono ad attecchire, ma crescono rigogliose donando frutti di qualità eccelsa: dai capperi agli ulivi, agli agrumi, tutti protetti dai tradizionali giardini. E poi la dolce uva zibibbo, il tesoro più prezioso di Pantelleria forgiato dal sole e dal vento, da cui nascono i grandi vini bianchi, moscati e passiti della famiglia Pellegrino, che a partire dagli anni Novanta inizia il suo impegno a sostegno dell’isola. Indispensabile in questo, la collaborazione con i contadini panteschi, veri conoscitori del territorio e delle tecniche di coltivazione più idonee alla produzione dei vini Pantelleria doc. Nessuno, infatti, conosce meglio dei contadini panteschi i metodi di potatura e le pratiche agronomiche necessarie per ottenere il meglio dalle coltivazioni sui terreni impervi e selvaggi dell’isola. La loro viticoltura eroica, tramandata di generazione in generazione, ha permesso alla peculiare coltivazione dell’uva zibibbo ad alberello pantesco di ottenere il riconoscimento Unesco come Patrimonio dell’Umanità. 

I VINI DI PANTELLERIA