Folklore

Quando accompagniamo i nostri visitatori nel percorso di visita alle cantine storiche di Marsala, è sempre emozionante vedere la loro reazione nel momento in cui si entra nella sala dei carretti siciliani. Wow! È questo che dicono tutti, restando a bocca aperta. In effetti è difficile non rimanere sbalorditi di fronte ad una collezione di cinque carretti siciliani ottocenteschi dipinti a mano, non credete?

Costruiti e dipinti nelle più rinomate botteghe siciliane, in particolare delle scuole di Palermo, Alcamo e Bagheria, i carretti siciliani della famiglia Pellegrino – raccolti e custoditi fin dagli anni Cinquanta con lo scopo di tenerne viva la memoria – sono attualmente sotto la tutela della Sovrintendenza dei Beni Culturali. Sono cinque carretti di rappresentanza, vere e proprie opere d’arte pittoriche e scultoree, rappresentative dell’opulenta ricchezza dei signorotti o proprietari di Bagli, testimoni della tradizione agricola siciliana. Costruiti con diverse qualità di legno e destinati ad allietare i giorni di festa, sono fregiati da intagli che raffigurano scene bucoliche, gesta dei paladini, episodi garibaldini, grandi opere letterarie e gesta di antiche battaglie. Una sorta di libro illustrato ambulante destinato proprio alla trasmissione di storie e racconti.

Nella collezione di Pellegrino si trova il carretto decorato dai Ducato, pittori di carretti che hanno fatto scuola a Bagheria e sono stati definiti da Guttuso “maestri di abilità impareggiabili”. Estrema vivacità cromatica e taglio sicuro delle figure sono le caratteristiche che emergono osservando le sue sponde: raffigurano scene storiche, tra le quali la conquista di Gerusalemme da parte dei Romani dopo un’aspra battaglia, il re di Persia che riceve gli ambasciatori Romani, la battaglia di Capua. Altre scene si trovano nel carretto decorato dai pittori della rinomata scuola Cardinale di Palermo: sulle sponde, Carlo Magno che valica le Alpi nell’800, l’incoronazione di Luigi di Baviera a Roma, l’incoronazione di Carlo Magno, Annibale che valica le Alpi. Di grande fascino anche i carri dei Manfrè della bottega di Alcamo con le battaglie di Marpisa e Agramante, Carlo Magno e Arcorione, Ferrau e Bradamante, Orlandini e Ruggiero. Ed infine, il carro dei Picciurro della bottega di Palermo, che raffigura sulle sponde scene storiche e belliche tra cui la battaglia di Pirro.

In tutti e cinque i carretti della collezione di famiglia, le sponde laterali e i portelli posteriori sono vere opere di rara bellezza artistica, un tripudio di colori che sono ciò che resta di un mestiere, quello del carrettiere, ormai scomparso. Col passare degli anni infatti il carretto ha perso lo scopo originario del trasporto e ha assunto la funzione di testimone di usi e tradizioni. Oggi è uno di simboli della cultura popolare dell’isola, rappresentativo dell’iconografia folkloristica siciliana. Si racconta che il giorno di San Martino, che sanciva la trasformazione del mosto in vino, il signorotto deponeva sul carretto una botte di vino nuovo da offrire a tutti coloro che avevano partecipato alla vendemmia. Era una festa e come tale richiedeva sfarzo, ricchezza e condivisione di ogni gioia.

E tu hai mai visto un carretto siciliano? Ti aspettiamo nelle nostre cantine a Marsala per un tour alla scoperta di questo e molti altri inestimabili tesori.